È bastato qualche giorno di attivismo di Keir Starmer per archiviare anni di rancore per la Brexit. E ora, sui media, i «bifolchi sciovinisti» britannici ridiventano lord.
Il premier vede Keir Starmer: accordo sulla lotta all’immigrazione clandestina e cooperazione sulla difesa con Londra e Tokyo. Poi il muro sull’invio di soldati: «Ragioniamo sull’art. 5 senza Kiev nella Nato».
Inghilterra e Francia insistono col loro piano per offrire garanzie militari a Kiev dopo la guerra, ma devono precisare: «L’adesione sarà volontaria». Ursula von der Leyen spiega la sua idea di pace: «Ci vuole un riarmo massiccio». Il 6 marzo se ne parlerà al Consiglio europeo.
Il membro del Garante Agostino Ghiglia: «La resa di Apple a Starmer sull’accesso ai dati è preoccupante. E intanto Bruxelles ha proposto di controllare ex ante tutti i contenuti inviati tra privati».
Domenica i capi di Ue e Regno Unito si riuniscono nella capitale britannica per parlare del dossier. Sullo sfondo l’ipotesi di un maxi fondo comune. Ma prima Starmer dovrà prendere le misure a Trump. E resta l’incognita: quanto sono disposti a spendere i governi?