Il divo, vittima della caccia alle streghe del Me too, fa gli auguri politicamente scorretti con il trumpiano Tucker Carlson: «L’America deve smettere di chiedere scusa. Il capo? Se serve posso farlo anche io...».
L’assoluzione di Kevin Spacey mette la pietra tombale sul movimento che pretendeva di rieducare il sesso maschile. Eppure i giornali italiani, anziché preoccuparsi delle vittime ingiustamente travolte, straparlano ancora di «cambiamento culturale».
L’attore era stato accusato da un collega di averlo molestato da ubriaco nel corso di una festa nel 1986. La furia giustizialista ne ha stravolto la carriera ben prima della sentenza. E l’incubo non è ancora finito.