Il 2 aprile 2005 morì Wojtyla, ma non la sua lotta in difesa della vita e della libertà. Triste che proprio la sua Polonia la stia rinnegando, picconando i valori cristiani.
Giovanni Paolo II. Nel riquadro, Jérôme Lejeune (Ansa)
Il biografo di Karol Wojtyla racconta quanto il Papa polacco fosse stato influenzato dalle ricerche del luminare francese: «La genetica conferma l’unicità di ogni uomo».
Sacerdoti e battezzati crescono a ritmi sbalorditivi, al punto che nel 2050 un fedele su tre vivrà nel continente. E a differenza della vecchia Europa, la loro fede resta ancorata alla dottrina, come mostra l’opposizione (trasversale) alle benedizioni delle coppie gay.
Il fondatore dell’associazione Steadfast Emmanuele Di Leo: «In Nigeria le messe durano tre o quattro ore, ho visto anche veglie notturne durante la settimana partecipate da migliaia di ragazzi. Col piano Mattei finalmente l’Europa tratta i suoi interlocutori da pari a pari».
Da Pio XII in poi i papi del Novecento «riscoprirono» la «terra del sole». Wojtyla viaggiò in 41 dei 56 Stati.
Amii Stewart, l’ artista Usa naturalizzata italiana: «Il brano riprende le parole che pronunciò Joseph Ratzinger a Ground zero. Nel Natale 1993 mi esibii per Karol Wojtyla, il pontefice mi rapì l’anima. Una canzone, però, non ferma una guerra».
Contro Giovanni Paolo II è piovuto fango gratuito che fa male alla Chiesa: accuse totalmente infondate che inevitabilmente travolgono i grandi uomini negli anni dopo la morte. Per questo l’impazienza è nemica del cammino verso le canonizzazioni.