Il termine utopia è la maniera più comoda per liquidare quello che non si ha voglia, capacità, o coraggio di fare. Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia da qualche parte, solo allora diventa un proposito, cioè qualcosa di infinitamente più grande. Parto da questa citazione di Adriano Olivetti perché è stato forse il primo, più grande, rivoluzionario d’impresa italiano. In questo podcast abbiamo provato a disegnare i ritratti di altri uomini e donne, viventi e non, che hanno lasciato il segno sulle pagine delle storia economica di questo Paese. Alcuni esprimendo un potere di lunga durata, altri portando la direzione di un intero settore produttivo verso la modernità. Quasi tutti hanno avuto grandi maestri ma pochissimi allievi. Una generazione senza eredi, solisti spesso irripetibili. Hanno vissuto da dentro il succedersi dei principali fatti dell’industria e lo sviluppo delle tecnologie più avanzate che hanno caratterizzato la vita economica e sociale dell’Italia. Hanno gestito i successi e i grandi passi avanti compiuti ma hanno anche conosciuto le conseguenze della nostra debolezza strutturale in aree strategiche. Ritratti racconta le storie di personaggi visionari capaci di fare, di realizzare strategie, di convincere sé stessi prima degli altri, di giocarsi la scena per un’idea, di preoccuparsi del dopo e non del prima. Imprenditori, manager, banchieri. Italiani e italiane che, impiegando capitali propri o gestendo capitali pubblici, con metodi, risultati e principi diversi, hanno costruito nei quasi 80 anni della Repubblica un sistema industriale, che pur tra alti e bassi ha collocato l’Italia tra i dieci Paesi più ricchi del mondo. Perché se l’economia è il motore della storia, l’uomo è il motore di entrambe.
Scott Bessent (Ansa)
Per gli analisti, è la strada scelta dal presidente Usa per rilanciare il commercio estero Occhio però all’inflazione. Il Tesoro: «Ai Paesi interessati consigliamo di non reagire».
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Canada e Messico escluse dalla nuova tornata di tariffe. In ossequio alla dottrina Monroe, tartassata Pechino (34%): l’obiettivo è diminuire la sua influenza nell’emisfero occidentale. Il 10% al Regno Unito conferma la predilezione del tycoon per il bilateralismo.
La Von der Leyen si dice «pronta a reagire ma anche a negoziare». Per Teresa Ribera le tasse sulle Big tech «sono sul tavolo». Emmanuel Macron infuriato: «Basta investimenti negli Usa». Isteria in Germania: «Risposta dura».
Giorgia Meloni (Ansa)
Il premier dopo il vertice di governo: «Condivideremo le nostre proposte coi partner europei ma le scelte possono essere diverse. Modifichiamo il Patto di stabilità».