Giuseppe Conte, personaggio da strapaese, l’ex premier, giunto alla corte di Grillo tramite «Fofò» Bonafede, pur di mantenere il potere è arrivato a rinnegare i suoi stessi provvedimenti. Storico esordio in Parlamento con una gaffe sul fratello di Mattarella, ucciso dalla mafia.
Un imprenditore carioca scrive alla «Verità» protestando per la stretta allo ius sanguinis: «Invece di affrontare l’emergenza dell’immigrazione illegale, si chiudono le porte agli italo-discendenti orgogliosi delle proprie origini. Governo, rivedi la norma».
Il federale del Carroccio incorona il ministro dei Trasporti Matteo Salvini e lo spinge al Viminale. Sorpresa per la telefonata di Elon Musk, che fustiga la burocrazia di Bruxelles e spera in una zona «di libero scambio tra Europa e Stati Uniti».