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Carburanti, via libera del governo alla proroga del taglio delle accise
Imagoeconomica
Giorgia Meloni ha approvato – in una riunione lampo – il dl per lo sconto sui carburanti di 25 centesimi (sia per il diesel sia per la benzina) fino al 1° maggio.

Dopo giorni di approfondimenti tecnici al ministero dell’Economia, di confronti serrati tra il premier, Giorgia Meloni, e il ministro, Giancarlo Giorgetti, la cautela imposta dalla situazione dei conti pubblici, poi l’accelerazione impressa dall’esito del referendum, è arrivato il momento delle decisioni. Nel Consiglio dei ministri fissato per stamane, sarà varata la proroga dello sconto carburanti, in scadenza il 7 aprile, fino alla fine del mese. Sul tavolo anche l’ampliamento della platea dei beneficiari.

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Un patto di fine legislatura su  soldi, sicurezza e salute. La Meloni riparte dalle tre «S»
Giorgia Meloni (Getty Images)
Passata la batosta delle urne e alle prese col caso Piantedosi, l’esecutivo deve puntare sulle cose concrete: aiuti a famiglie e imprese, più espulsioni e una sanità che funzioni. A costo di sforare i parametri dell’Unione.

Un tempo, i capiredattori insegnavano ai cronisti alle prime armi la regola delle tre S. Un articolo di successo, che consentisse di vendere più copie, doveva parlare di Sesso, Soldi e Sangue. Da allora non è cambiato molto, infatti le storie che narrano di delitti, di denaro e pure di relazioni pruriginose sono le più seguite.

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La missione in corso fino all’11 aprile vuole creare l’avamposto di una nuova economia. La geopolitica si estende nello Spazio.

Oltre 50 milioni di spettatori la notte del primo aprile hanno seguito online il lancio della missione Artemis 2, la prima del ventunesimo secolo diretta verso la Luna con equipaggio umano. Anche se la capsula Orion non entrerà nell’orbita del nostro satellite naturale ma le girerà attorno, questo volo validerà sistemi e procedure per i prossimi voli come fecero gli uomini di Apollo 8. Tutto per riportare presto l’umanità dove non mette piede dal 1972, ovvero dalla fine del programma spaziale conclusosi con Apollo 17.

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Netanyahu l’aveva proposto per eludere le rotte di Hormuz e Bab el-Mandeb. Ora, le monarchie sunnite starebbero rivalutando il corridoio dall’India all’Europa. Passando per Israele ed evitando il Mar Rosso.

Le carte le aveva scoperte, giusto due settimane fa, Benjamin Netanyahu. Il premier israeliano sosteneva che, per evitare le insidie di Hormuz e quelle dell’altro Stretto, Bab el-Mandeb, tenuto in scacco dagli Huthi, petrolio e gas dei Paesi del Golfo avrebbero dovuto transitare sulla direttrice Est-Ovest, attraverso la penisola arabica, fino a sboccare nei porti mediterranei dello Stato ebraico. Adesso sembra che i produttori di oro nero, su quella proposta, stiano facendo più di un pensierino.

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Il consorzio con Leonardo, la nipponica Jaiec e l’inglese Bae firma il primo contratto da 686 milioni per il Gcap. Col jet di sesta generazione, genererà un ecosistema di difesa.

Il programma per la creazione di un nuovo aereo di combattimento in cooperazione tra Italia, Regno Unito e Giappone (Global combat air programme) compie un passo decisivo verso la sua realizzazione concreta. L’Agenzia Gcap ha infatti assegnato il primo contratto internazionale congiunto a Edgewing, la joint venture industriale a tre costituita da Leonardo, Bae systems e Japan aircraft industrial enhancement Co. Ltd. (Jaiec).

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Il declino della Nazionale e della Serie A: siamo passati da dei giocatori che toccavano vette altissime a un sistema che naturalizza chiunque pur di non investire sui nostri figli, mentre gli atleti degli sport invernali sputano sangue per un decimo degli stipendi dei calciatori.

Trump esaspera i toni con Teheran. Intanto Vance negozia sottotraccia
Donald Trump (Getty Images)
Il tycoon minaccia di riportare il nemico all’età della pietra: «Duri attacchi per le prossime due-tre settimane». Ma poco dopo: «Facciano un accordo prima che sia tardi». E il suo vice parla con uno dei capi del regime.

Nonostante le difficoltà, il processo diplomatico tra Washington e Teheran non si sarebbe del tutto incagliato. Ieri sera, Channel 12 riferiva che si sarebbero tenuti dei colloqui indiretti, mediati dal Pakistan, tra il vicepresidente americano, JD Vance, e il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf. L’ultimo scambio di messaggi sarebbe avvenuto martedì: nell’occasione, il numero due della Casa Bianca avrebbe proposto una tregua in cambio dell’apertura di Hormuz.

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Hormuz: i volenterosi parlano, l’Iran agisce
Getty Images
  • Oltre 40 gli Stati che hanno aderito alla riunione sullo Stretto convocata dal Regno Unito. Parigi annuncia: «Telefonata prodromica al G7 con i Paesi del Golfo settimana prossima». Meloni sente Starmer, il governo sciita vara un nuovo protocollo per la navigazione.
  • Razzo sulla base italiana in Libano. Non chiara l’origine, nessun ferito. Crosetto in costante contatto. I pasdaran mirano al centro di Amazon in Bahrein.

Lo speciale contiene due articoli.

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