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Già a casa i picchiatori di Torino
I tumulti del 31 gennaio a Torino (Ansa). Nel riquadro, l'immagine divenuta nota del poliziotto linciata dai dimostranti
La mano lieve dopo la devastazione contiene un messaggio chiarissimo: i violenti non saranno puniti, i tutori della legge invece stiano in campana, perché con loro le toghe saranno inflessibili. È la resa della giustizia e la Caporetto della tutela dei cittadini.

Tre arrestati, tre rilasciati. Tutti a casa, come nel film di Luigi Comencini. E in fondo anche qui si celebra un 8 settembre: è la vergognosa resa della giustizia italiana. E, di conseguenza, della nostra sicurezza. Se, di fronte a un manipolo di violenti teppisti, che forse sarebbe meglio definire terroristi, di fronte all’assalto a Torino che lo stesso giudice definisce un’operazione di «guerriglia urbana», di fronte a quello che il ministro dell’Interno ha ritenuto un attacco al cuore dello Stato, se di fronte a tutto questo non sappiamo far altro che arrestare tre (dicasi tre) violenti per liberarli dopo due giorni, bene, allora vuol dire che siamo fottuti.

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  • Venerdì 6 febbraio si aprono i Giochi invernali di Milano-Cortina con una cerimonia storica tra San Siro e Cortina. Per la prima volta la festa olimpica si svolge in due città, mentre l’Italia schiera la squadra più numerosa della sua storia e prepara un’Olimpiade diffusa tra Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige.
  • Il Coni alza l’asticella per una delle nazionali invernali più forti di sempre: dalla sorpresa Giovanni Franzoni a «nonno» Dominik Paris, passando per le leonesse Federica Brignone e Sofia Goggia. Niente russi, ma occhio a svizzeri e fenomeni americani nell’hockey (e Lindsay Vonn col crociato rotto).

Lo speciale contiene due articoli.

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La polizia è già al lavoro per la sicurezza informatica dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026. Già da 10 giorni gli specialisti della polizia postale sono attivi sui principali siti legati all’evento, garantendo sicurezza e controllo, come spiega il direttore Ivano Gabrielli.

Il loro intervento – viene sottolineato – si inserisce in un percorso consolidato volto a proteggere le infrastrutture critiche e monitorare la rete, sia per motivi di ordine pubblico sia per prevenire eventuali minacce di matrice terroristica. Il Technology Operations Centre (Toc), attivo ogni giorno 24 ore su 24, è il cuore delle operazioni. Qui lavorano esperti pronti a individuare anomalie e intervenire subito in caso di incidenti informatici. Il dispositivo operativo coinvolge anche i Centri Operativi per la Sicurezza Cibernetica (Cosc) e le strutture di pronto intervento, con il contributo diretto degli specialisti presenti nelle Sale Operative Interforze (Soi).

Per gli Usa attesi Vance e Rubio. Merz c’è, Macron in dubbio. Domani show a San Siro.

Una Milano blindata accoglierà oggi gli ospiti per la cena di gala organizzata alla Fabbrica del vapore dal Cio in onore dei capi di Stato e di governo dei Paesi partecipanti. A fare gli onori di casa, oltre alla presidente, Kirsty Coventry, ci saranno anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il premier, Giorgia Meloni.

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Dopo la reprimenda della procuratrice all’«area grigia» della borghesia, parte l’autocritica tra prof e vertici dell’ateneo (imbrattato con slogan contro la polizia). E Marco Revelli smonta la favola degli «infiltrati» al corteo.

Tutto comincia con l’intervento della procuratrice generale di Torino all’inaugurazione dell’anno giudiziario: sabato, Lucia Musti randella l’«area grigia», «di matrice colta e borghese», che in città mantiene una «benevola tolleranza» verso i violenti di Askatasuna e diffonde una «lettura compiacente di condotte che altro non sono che gravi reati».

Intanto, la rettrice dell’università, Cristina Prandi, ha deciso che non si può più tollerare l’occupazione di Palazzo Nuovo. Un conto è concedere uno spazio del campus Luigi Einaudi per un’assemblea, come ha già fatto, un conto è aver trasformato delle aule in un bivacco. Presenta un esposto in Procura e, in vista della manifestazione, poi degenerata in «guerriglia urbana organizzata» (l’ha scritto la gip Irene Giani), dispone la serrata dell’ateneo. I collettivi s’infuriano. Ma il dibattito sulle connivenze della «upper class» si è ormai allargato agli ambienti accademici. E ne dà prontamente conto La Stampa.

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La solita sinistra torna compatta solo per nascondere le violenze di «Aska»
Matteo Piantedosi (Ansa)
M5s, Avs, Iv e Pd ignorano l’invito all’unità e votano contro Matteo Piantedosi che vuole indebolire i gruppi organizzati di facinorosi.

Passa con 88 voti favorevoli la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi riguardanti i disordini di Torino. Parere contrario di M5s, Avs Iv e Pd.

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Quando il fedelissimo di Hannoun ringraziava l’Italia: «Ci lascia liberi»
Hannoun (Ansa)
Ryad Albustanji, estremista di Hamas, elogiava le autorità per il fatto di disinteressarsi di lui.

Ryad Albustanji. Il nome può dire poco. Ma la sua foto, invece, parla chiaro. Si tratta del braccio destro di Hannoun, quel barbuto immortalato con il lanciarazzi Rpg in mano e il ghigno fiero, circondato da un gruppo di jihadisti dell’ala militare di Hamas. Ecco, parliamo di lui.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 5 febbraio

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 5 febbraio con Carlo Cambi