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La remigrazione è considerata tabù, il Festival delle Migrazioni invece...
iStock
Dalla manifestazione promossa dalla Lega all’incontro nel Ferrarese, se si discute di incentivi ai rimpatri fioccano le intimidazioni rosse. È lecito solo promuovere i porti aperti, come con il Festival voluto dai vescovi.

Ovunque si cerchi di parlare di remigrazione scattano richieste di censura, intimidazioni e minacce. A Milano è prevista una manifestazione dei patrioti europei per sabato 18 e da giorni i centri sociali promettono di accerchiare l’evento e di togliere ogni spazio alla destra, cosa che però non sembra aver generato particolare sdegno o allarme: a parti invertite fioccherebbero comunicati stampa ed editoriali indignati, ma finché i toni minacciosi provengono da sinistra a quanto pare tutto va bene.

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«Anarchici e suprematisti. Ecco chi dobbiamo temere»
Daniele Calenda (Ansa)
Il capo del Servizio anti eversione e terrorismo interno Daniele Calenda: «Tensione per l’evento leghista del 18, ma Askatasuna è isolato».

Daniele Calenda, ciociaro doc (è nato a Frosinone sessant’anni fa), entra in polizia nel 1987 come agente ausiliario. Nel 1995 diventa vicecommissario e due anni dopo entra nella Digos. Dirige quelle di Verona, Vicenza e Venezia, dove, sotto la sua guida, nel 2017 viene disarticolata una cellula jihadista di kosovari che stava progettando un attentato tra le calli.

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Gualtieri sa solo usare la motosega. «In 5 anni ha tagliato 40.000 alberi»
Roberto Gualtieri (Ansa)
Per gli ambientalisti, il primo cittadino ha estirpato altofusti in ogni quartiere di Roma.
Aveva promesso che il suo mandato sarebbe stato «green». Su questo patto con i cittadini, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri (Pd) ha improntato tutta la campagna elettorale del 2021 e ora promette di fare lo stesso per quella del 2027: la sua, però, passerà alla storia come la giunta sedicente ambientalista che ha tagliato più alberi.
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Sinner trionfa a Montecarlo e torna numero uno del mondo
Jannik Sinner trionfa a Montecarlo (Getty Images)
Sinner batte Alcaraz 7-6, 6-3 nella finale del Masters 1000 di Montecarlo e si riprende la vetta Atp. Primo set deciso al tie-break dopo oltre un’ora, poi la rimonta nel secondo: è l’ottavo titolo 1000 per l’azzurro.
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Un «Mythos» buca tutti i computer. Adesso l’Italia crei il suo super robot
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La nuova Intelligenza artificiale di Anthropic, capace di penetrare ogni sistema informatico, ha spinto l’ideatore a limitarne la vendita, mentre il Pentagono scalpita. L’Ue invece dorme. Roma faccia da apripista.

La rivoluzione tecnologica sta accelerando e rende necessario un adattamento altrettanto veloce e, soprattutto, discontinuo in relazione al presente. Tale adattamento dovrà essere sistemico, ma è prioritario spingerlo nei sistemi industriali, nel settore dei servizi e della sicurezza. Qui un’analisi preliminare delle soluzioni per salvaguardare la competitività del sistema industriale italiano che appare, come quello europeo, arretrato in relazione alla velocità innovativa trainata dalla spinta futurizzante dell’Intelligenza artificiale negli Stati Uniti ed in Cina.

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Delitto Attanasio. Il testimone ignorato: «Racket di visti, la Farnesina sapeva»
Un funzionario italiano denunciò già nel 2017 traffici e scarsa sicurezza nell’ambasciata in Congo: «Fui minacciato dai locali».

«I magistrati si sono orientati verso la ricerca di una responsabilità. E si è scelto il colpevole perfetto, cioè il World food program, che non può essere portato in giudizio». L’uomo che parla è un funzionario della Farnesina ancora in servizio. Non è un osservatore esterno. È uno che quella sede l’ha vissuta. Che conosce Kinshasa, località del Congo in cui ha sede l’Ambasciata italiana, i suoi equilibri e le sue distorsioni. E che, prima ancora che l’ambasciatore Luca Attanasio arrivasse in quel Paese, aveva messo nero su bianco tutte le criticità.

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Milano ormai è un far west e ai vigili serve il taser: Sala li preferisce disarmati
Ansa
La polizia locale è sempre più impegnata nel contrasto al crimine. L’arma elettrica ha superato la sperimentazione ma il Comune non passa alla fase di equipaggiamento.

Nel giugno del 2025, in via Murat a Milano, due agenti della polizia locale salgono di corsa le scale di un palazzo dopo le urla di un uomo che chiede aiuto. Sul pianerottolo si trovano davanti un egiziano armato di coltello. Li minaccia. I ghisa estraggono l’arma di ordinanza per fermarlo. Alla fine, lui si arrende. È una scena che racconta bene il rischio che corrono gli agenti della Locale. E chiarisce, meglio di molte discussioni politiche, il nodo del taser. Tra spray al peperoncino, bastone e contatto fisico, oggi manca uno strumento intermedio.

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Mattarella concede la grazia alla Minetti
Nicole Minetti (Ansa)
L’ex igienista dentale, che stregò Silvio Berlusconi sbarcando in Regione Lombardia, aveva una pena cumulativa di 3 anni e 11 mesi per peculato e induzione alla prostituzione. Il Quirinale cancella tutto per motivi umanitari: «Sta assistendo un minore malato».

Il presidente della Repubblica ha graziato Nicole Minetti. Lo spazio per il ricamo è zero, la dose media singola di indignazione grillina dovrebbe essere nulla. Ma la gastrite a sinistra per il corto circuito politico insito nella notizia è palpabile. E basta aprire una finestra sui social per sentirne il fetore, anche se la decisione di Sergio Mattarella di firmare la domanda di grazia di una delle protagoniste della stagione berlusconiana delle «cene eleganti» non lascia alcuno spazio alla polemica.

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