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Io linciato da tutta l’Anm perché difendevo la Lega
Antonio Sangermano (Imagoeconomica)
Antonio Sangermano, Capo dipartimento per la giustizia minorile presso il ministero della Giustizia: «Conosco l’Associazione nazionale magistrati dall’interno: ha sempre fatto politica. Quando ho ricordato che non spetta ai giudici cambiare la natura della famiglia tradizionale, mi hanno lanciato una "fatwa"».
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Hanno preso miliardi per i vaccini. Adesso Pfizer & C. ci alzano i prezzi
Albert Bourla, ceo di Pfizer (Ansa)
  • L’amministrazione Usa ha imposto un taglio ai costi dei medicinali salvavita. Così Bourla, capo del colosso, si è messo alla guida della cordata intenzionata a rifarsi aumentando le tariffe in Europa. Che stavolta tace...
  • L’ex direttore generale dell’Agenzia delle dogane nega violazioni sull’import di mascherine nel 2020. Ma in Aula narra di aver dovuto bloccare gli scali: gli «amici» ci fregavano i dispositivi.

Lo speciale contiene due articoli.

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Londra ridà le Chagos a Mauritius e fa innervosire gli americani
Darren Jones (Ansa)
Il Regno Unito pagherà un affitto per le isole con le basi. Scontento da Washington.

La spirale di tensioni scatenata dal dossier Groenlandia si è estesa anche alle isole Chagos, dando vita a un botta e risposta tra la Casa Bianca e Downing Street.

Il presidente americano, Donald Trump, ha infatti criticato duramente l’accordo siglato dal Regno Unito per trasferire la sovranità dell’arcipelago dell’Oceano Indiano, inclusa la base militare americana di Diego Garcia, alle Mauritius. Anzi, la decisione di Londra, definita come un atto di «grande stupidità» e «debolezza», è uno dei motivi per cui vuole assumere il controllo della Groenlandia. «Sorprendentemente il nostro «brillante» alleato Nato, il Regno Unito, sta pianificando di cedere l’isola di Diego Garcia, sede di una vitale base militare statunitense, alle Mauritius senza alcun motivo» ha scritto su Truth il tycoon. Si tratta di una base costruita nel 1971 dagli Stati Uniti e dal Regno Unito per contrastare l’influenza sovietica. La struttura è poi stata utilizzata per lanciare attacchi contro al Qaeda in Afghanistan nel 2001 e più recentemente, nel 2024 e nel 2025, è stata fondamentale per i bombardamenti nello Yemen contro gli huthi, così come per l’invio degli aiuti umanitari a Gaza. Trump, che lo scorso anno aveva dato la sua benedizione all’accordo, ha poi sollevato la minaccia delle mire cinesi e russe nell’area: «Non c’è dubbio che la Cina e la Russia abbiano notato questo atto di totale debolezza».

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Stop da oggi all’accordo sulle tariffe
Manfred Weber (Ansa)
Muro all’Eurocamera dopo i nuovi dazi americani. Il presidente teme il verdetto della Corte Suprema. Il segretario Bessent all’Europa: «Isterici, fate un respiro».

L’Ue va allo scontro con Washington sulla Groenlandia. Oggi l’Europarlamento annuncerà la sospensione formale della ratifica dell’accordo commerciale che era stato raggiunto, lo scorso anno, da Donald Trump e Ursula von der Leyen. In particolare, al centro delle tensioni ci sono i dazi che il presidente americano ha minacciato nei confronti di alcuni Paesi europei contrari ai suoi propositi di acquisizione dell’isola più grande del mondo. «Il Ppe è favorevole all’accordo commerciale Ue-Usa, ma date le minacce di Donald Trump riguardo alla Groenlandia, l’approvazione non è possibile in questa fase», aveva dichiarato, alcuni giorni fa, il presidente del Ppe, Manfred Weber, per poi aggiungere: «I dazi dello 0% sui prodotti statunitensi devono essere sospesi». Secondo Politico, contrari alla ratifica sono anche i socialisti, i Verdi e Renew.

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Trump irride Macron e lo stanga: «Balzelli al 200% sullo champagne»
Emmanuel Macron (Ansa)
Donald svela il messaggio mellifluo ricevuto dall’omologo francese, che dileggia per il no al tavolo di pace per Gaza: «Tanto non lo voleva nessuno». Il ganassa dell’Eliseo si picca e torna a minacciare rappresaglie.

«Vieni avanti parigino». Donald Trump sembra Carlo Campanini nella famosa gag degli anni Settanta, felice di infierire su Emmanuel Macron, che immaginiamo con la bombetta calzata sulle orecchie come il mononeuronico Walter Chiari. Lampi da avanspettacolo che susciterebbero tenerezza se non avessero come teatro la geopolitica mondiale. Ma questa è la realtà, per fissarla basta dare conto degli ultimi scambi diplomatici fra i due, con il presidente americano impegnato a trattare quello francese come uno zerbino (nel suo immaginario ha preso il posto di Volodymyr Zelensky) e l’inquilino dell’Eliseo a meritare in pieno il ruolo, per via del mix di velleitaria supponenza pubblica e sudditanza da Fracchia che lo contraddistingue.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 21 gennaio

Ecco Edicola Verità, la rassegna stampa podcast del 21 gennaio con Flaminia Camilletti

Ennesima profanazione in Vaticano per mano di un uomo descritto come «di carnagione scura». Intanto il Viminale chiede più espulsioni. Piantedosi: «Non c’è emergenza sicurezza, reati in calo. Il problema sono quelli commessi dagli immigrati».

Un atto di vandalismo di inaudita gravità ha colpito, sabato scorso, la Basilica di San Pietro, e in particolare la Cappella del Santissimo Sacramento. A quanto riferisce il sito silerenonpossum.com, che ha raccolto le testimonianze di alcuni presenti, un uomo adulto di carnagione scura avrebbe scaraventato a terra tutto quello che si trovava sull’altare: candelieri, ostensorio e tovaglie.

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Ursula confessa: «L’Artico mai stato una priorità». E l’Ue delira: Nato senza Usa
Ursula von Der Leyen(Ansa)
Ursula Von der Leyen annuncia una strategia per il Nord, ma uscirà solo per «fine anno». Intanto circola un’idea scellerata: alleanza militare con Kiev al posto di Washington.

Non si sa ancora se l’Ue sparerà col bazooka a Trump; nell’attesa, le tocca fustigarsi da sé. Ieri, dal palco del Forum di Davos, Ursula von der Leyen è stata costretta ad ammettere un’umiliante ovvietà: prima che il puzzone della Casa Bianca facesse casino, nel Vecchio continente nessuno si filava la Groenlandia. Manco la Danimarca, che ora vuol tenersela stretta come fosse la Fiume dei legionari di D’Annunzio. L’Artico, ha confermato la presidente della Commissione, «non era» una priorità nemmeno quando lei aveva «iniziato a preparare» il discorso per il summit elvetico. «La sicurezza nell’estremo Nord non era il tema principale». Quindi, delle mire di russi e cinesi e dell’importanza dell’isola, miniera di materie prime critiche, ci ha dovuto informare il biondo col ciuffo.

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