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Il conto della guerra lo paga il referendum
(Ansa)
Piazze, strumentalizzazioni e bugie sono il segno che il cambiamento sulla giustizia fa paura. Ma i timori per le tensioni in Medio Oriente e per i rincari di pieno e bollette possono condizionare il voto del 22-23: il governo ci pensi per evitare flop.

Dicono che la separazione delle carriere serva a mettere i pubblici ministeri sotto il controllo della politica e dunque a indebolirli per poi porli al servizio del governo. Però allo stesso tempo dicono che la separazione delle carriere creerà un gruppo autoreferenziale di magistrati che non risponderà a nessuno. «Così si trasformano i pm in una casta separata di 2.200 Torquemada autoreferenziali, autogestiti con il loro Csm, più potenti e agguerriti di ieri»: Marco Travaglio scripsit.

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Stellantis saluta 300 dipendenti mentre la Fiom pensa a Cuba
(Ansa)
Mentre Stellantis annuncia altri 300 esuberi, il sito di Cassino sciopera e l’indotto perde pezzi, la priorità per la Fiom è invitare all’assemblea l’ambasciatore dell’isola. Obiettivo? Organizzare il viaggio nei Caraibi della nuova Flotilla contro le minacce Usa.

Si chiama Jorge Luis Cepero Aguilar e il 17 marzo sarà una sorta d’ospite speciale nella seconda giornata dell’assemblea Fiom. Cosa c’azzecchi l’ambasciatore cubano in Italia con la principale riunione dei rappresentanti dei lavoratori metalmeccanici è difficile intuirlo. E staremmo ancora brancolando nel buio se non fosse che i comunicatori della Cgil si sono premurati di venirci in soccorso. La presenza di Aguilar è prevista «nel giorno in cui parte Let Cuba Breathe-European Convoy for Cuba, la flotilla per rompere il blocco statunitense e portare aiuti umanitari, cui partecipa anche la Fiom».

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A Pechino annotano le difficoltà degli Usa e fanno le prove della guerra a Taiwan
Ansa
«Milizia» di pescherecci ammassata tra Formosa e il Giappone. Sui sotterfugi a Hormuz, però, Xi è attento a non irritare Trump.

Cosa ci facevano, la settimana scorsa, circa 2.000 pescherecci cinesi nel braccio di mare tra Taiwan, la Corea del Sud e il Giappone? Perché sono rimasti ammassati per 30 ore in formazione geometrica, distanti circa 500 metri gli uni dagli altri, per poi dileguarsi?

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Mohammed al-Bukhaiti, portavoce e alto funzionario dell’ufficio politico dei ribelli yemeniti alla «Verità»: «Abbiamo già le dita sul grilletto».

La guerra fra Iran e Stati Uniti e Israele potrebbe molto presto aprire un nuovo fronte. Gli Huthi, la tribù sciita che controlla metà dello Yemen, hanno dichiarato di essere pronti a combattere a fianco di Teheran. Questi miliziani fanno parte di quello che, un po’ pomposamente, era stato definito asse della resistenza. E restano il proxy più attivo dell’Iran.

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C’è desiderio di rinascita, c’è sentore di prati fioriti, c’è carica vitale nell’aria: è l’annuncio dell’imminente Primavera che noi abbiamo scelto di portare in tavola con un piatto che va benissimo anche se avete amici, come usa dire l’industria alimentare, plant based (a base di verdure). Funziona sia da entrata che da primo piatto: è gustoso e leggero, ma soprattutto molto scenografico.
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Se la crisi nel Golfo non finisce presto la Bce dovrà rispolverare il bazooka
Ansa
In uno scenario incerto come quello attuale vanno ipotizzate misure di tutela economica. Qualora la guerra si prolungasse, sarebbe necessario un massivo acquisto di titoli di Stato. Sperando in un’inflazione entro i limiti.
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Iran: «Stretto chiuso solo ai nemici». Trump agli alleati: «Mandate navi»
Donald Trump (Ansa)
  • Il presidente americano rifiuta i colloqui con Teheran e scuote i Paesi occidentali: «Chi prende il greggio da lì intervenga». Londra, che aveva già sollecitato altre capitali europee, assicura: «Valutiamo le opzioni».
  • La missione per Hormuz esiste già. Il programma intergovernativo guidato dalla Francia, cui partecipa pure l’Italia, è partito nel 2020. Sarebbe il caso di usarlo, ma il Vecchio continente non vuol contare.

Lo speciale contiene due articoli.

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Spiragli di negoziato tra Israele e Libano
Bombardamenti in Libano (Ansa)
Continuano i raid dell’Idf sulla terra dei cedri. Dall’inizio della guerra almeno 826 morti, di cui 106 bambini. Ferito un altro soldato Unifil. Emmanuel Macron chiede di mediare e offre Parigi come sede. Haaretz: «Possibili incontri nei prossimi giorni, più probabile a Cipro».

Israele sta valutando il lancio di una vasta operazione terrestre nel Libano meridionale con l’obiettivo di allontanare Hezbollah dalla linea di confine e distruggere le infrastrutture militari del movimento sciita. La notizia è stata riportata dal sito di informazione statunitense Axios, che cita fonti governative israeliane e americane.

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