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Se la Meloni lascia, ci tocca Conte
(Imagoeconomica)
La trappola per indurre la Meloni a dimissioni anticipate, limitando i danni con un voto ravvicinato, ha già un beneficiario: il camaleonte Giuseppi. Che si prepara all’incasso dopo la vittoria dell’Anm, puntando anche sull’incoronazione del «Corriere».

Quando nell’estate di otto anni fa, dopo un colloquio in una stanza d’albergo a Milano, Matteo Salvini e Luigi Di Maio lo scelsero per guidare il governo gialloblù, certo non immaginavano di infilare la testa nelle fauci di uno spietato animale politico. All’epoca Giuseppe Conte era uno sconosciuto docente universitario di diritto privato e sia il leader della Lega che quello dei 5 stelle pensavano di avere a che fare con un professorino di belle speranze ma di nessuna esperienza.

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Attacco alla famiglia
I genitori della famiglia nel bosco, Catherine Birmingham e Nathan Trevallion (Ansa)
  • Il libro di Catherine Birmingham scatena polemiche, ma il caso della famiglia nel bosco rivela contraddizioni sociali: si stigmatizza uno stile di vita alternativo mentre si tollerano altri disagi. Intanto i figli, allontanati, mostrano segni di forte sofferenza.
  • Secondo l’avvocato Giorgio Vaccaro, l’allontanamento dei tre figli della famiglia nel bosco è stato troppo rapido e privo delle necessarie verifiche e tutele. Manca un adeguato percorso di supporto e valutazione: una decisione definita abnorme, dannosa per i minori.
  • «C’è un farmaco abortivo venduto senza ricetta nei supermercati». Secondo il medico Bruno Mozzanega, l’uso di pillole come EllaOne cresce ma sarebbe presentato in modo fuorviante: venduta come contraccettivo, potrebbe avere effetti abortivi. Denuncia carenze normative, scarsa informazione e un mercato da 15 milioni annui.

Lo speciale contiene tre articoli.

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Invece i giudici impongono all’Italia di lasciare libere le navi delle Ong
La nave Geo Barents (Ansa)
Il tribunale di Salerno dispone il dissequestro della nave invocando una sentenza della Consulta: «Nessun ordine di Tripoli è giustificabile se si fa soccorso in mare».

Ancora una volta un tribunale, assesta un colpo durissimo ai provvedimenti varati dal governo Meloni per contrastare l’immigrazione clandestina.

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La Germania vuole remigrare 800.000 siriani in tre anni
Il cancelliere tedesco Merz con il presidente siriano al-Sharaa (Getty Images)
Patto tra Merz e al-Sharaa: la Germania finanzierà la ricostruzione del Paese mediorientale, che accetterà la remigrazione dell’80% dei profughi accolti 10 anni fa. Alla faccia dei dubbi sul rispetto dei diritti umani.

La chiamano «migrazione circolare», perché «remigrazione» pare brutto e «deportazione» si usa solo se di mezzo c’è Donald Trump. Il senso rimane quello riassunto dal cancelliere tedesco, Friedrich Merz: l’80% dei siriani presente in Germania, cioè oltre un milione di persone, «dovrà tornare nella propria patria entro i prossimi tre anni».

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Fdi e Lega: faro sull’amico della Salis
Ilaria Salis (Ansa)
Dopo lo scoop pubblicato dalla Verità, fioccano le richieste di chiarimenti sul collaboratore dell’europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra, Ilaria Salis, trovato con lei nella stanza d’albergo a Roma la mattina della manifestazione No kings durante un controllo della polizia, partito da un alert internazionale.
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Rogna Delmastro: «Il locale riciclava soldi della mafia»
Andrea Delmastro (Imagoeconomica)
L’ex socia del sottosegretario dimessosi dopo il referendum avrebbe «ripulito» i soldi del clan Senese. Piemonte, salta il vicepresidente della Regione, Elena Chiorino.
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Renato Guttuso in mostra alla fortezza  di Sarzana
Renato Guttuso. Stretto di Messina Scilla, 1949

Sono gli spazi espositivi della Fortezza Firmafede di Sarzana a ospitare (sino al 2 giugno 2026) un’interessante monografica dedicata a Renato Guttuso, grande protagonista della pittura italiana del Novecento. Fra dipinti e disegni, esposto un significativo numero di opere che accompagnano il visitatore in un affascinante viaggio nel mondo del grande pittore siciliano.

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Dimessa la prof pugnalata a Bergamo: «Ragazzino eroe fermò l’assalitore»
La scuola di Trescore dove è avvenuta l'aggressione. Nel riquadro, Chiara Mocchi (Ansa)
Chiara Mocchi lascia l’ospedale e torna a casa. Nel frattempo ha consegnato al suo avvocato una lettera: «Un tredicenne ha affrontato a calci il suo coetaneo armato di coltello, lo proporrò per una medaglia».

Ne ha parlato l’insegnante di francese dal suo letto d’ospedale, prima di essere dimessa. «Un mio alunno tredicenne - confuso, trascinato e “indottrinato” dai social - mi ha colpita all’improvviso, ripetutamente al collo e al torace con un pugnale. Solo il coraggio immenso di un altro mio alunno, “E”, anche lui tredicenne, che mi ha invece difesa rischiando la sua stessa vita, ha impedito il peggio», scrive Chiara Mocchi nella seconda lettera aperta indirizzata al suo legale, l’avvocato Angelo Lino Murtas e diffusa ieri.

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