La Verità

Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy
La strage degli innocenti
Getty Images
  • Un incendio improvviso divora un locale esclusivo di Crans-Montana, tempio dello sci, durante la festa di Capodanno frequentata da under 17. Quasi 50 vittime, però riconoscere i corpi è complicato. Un centinaio i feriti con gravi ustioni, trasferiti pure a Milano.
  • Farnesina al lavoro per gestire l’emergenza e dare tutte le informazioni possibili ai parenti. Bertolaso: «Stiamo facendo un censimento per capire quanti sono coinvolti». Meloni: «Sto seguendo la situazione».
  • Le candeline avrebbero innescato il «flashover», la propagazione fulminea delle fiamme.
  • Valle d’Aosta, Piemonte e Lombardia subito in campo per assistere la Confederazione. Primi trasferimenti a Milano. Musumeci: «Siamo pronti alla mobilitazione nazionale».

Lo speciale contiene quattro articoli.

Continua a leggereRiduci
Quando il prezzo non fa il gioco: milioni sprecati e affari riusciti tra Premier e Serie A
Alexander Isak (Ansa)

I grandi investimenti dell’estate non hanno mantenuto le promesse, mentre operazioni a basso costo hanno prodotto rendimento e continuità. Alla vigilia del mercato di gennaio, il campo ribalta i bilanci e rimette al centro una verità antica: nel calcio non vince chi spende di più, ma chi spende meglio.

Nel calcio dei grandi numeri, l’estate del 2025 ha confermato una regola antica che resiste al tempo: il prezzo pagato per un giocatore non garantisce il rendimento, anzi spesso lo complica. E così nei prossimi giorni inizierà la giostra del campionato di riparazione, tra affari dell'ultimo minuto e speranze di trovare la soluzione per concludere al meglio la stagione calcistica. In Premier League la scorsa estate si era aperta sotto il segno delle spese record. Il Liverpool ha spinto l’acceleratore fino a toccare i 125 milioni di sterline per Alexander Isak, una cifra mai vista prima in Inghilterra.

Continua a leggereRiduci
Il Cremlino denuncia un raid ucraino. «24 morti in un albergo di Kherson»
Vladimir Putin (Ansa)
Donald Trump mette in dubbio l’attacco alla residenza di Vladimir Putin. Mosca: gli mandiamo le prove.

Il discorso di fine anno del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, e i massicci bombardamenti nella notte di Capodanno sembrano confermare che la svolta sulle trattative non sia dietro l’angolo. Parlando per venti minuti alla nazione, il leader di Kiev è tornato a ribadire che il piano di pace per l’Ucraina è «pronto al 90%», ma ha anche ammesso che la sorte della fine della guerra è legata proprio a quel 10% rimasto irrisolto. «Quel 10% contiene di fatto tutto: determinerà il destino della pace, il destino dell’Ucraina e dell’Europa, il modo in cui vivranno le persone» ha dichiarato.

Continua a leggereRiduci
Usa, abbattute le tariffe sulla pasta e rinviate di un anno quelle sui mobili
Scott Bessent (Ansa)
La tassa americana sull’import di alcune marche alimentari cala dal 91% a circa il 9%.

Il 2026 inizia con una buona notizia per l’industria agroalimentare e quella dei mobili italiani. I dazi imposti dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sulle importazioni hanno messo a dura prova il Made in Italy soprattutto in quei settori maggiormente esposti oltre oceano. Ora il cambio di passo, grazie a un lavoro ininterrotto di diplomazia svolto dal ministero degli Esteri. Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha reso noto in anticipo rispetto alla conclusione dell’indagine attesa per l’11 marzo, che in base alle analisi fatte nel frattempo, le aliquote dei dazi fissate in via provvisoria il 4 settembre verranno ridotte. Dal 91,74%, che si sarebbe sommato al 15% già in vigore su tutti i prodotti europei arrivando al 107%, i dazi passano al 2,26% per La Molisana (in totale si arriva quindi al 17,2%), al 13,98% per Garofalo (28,9%) e al 9,09% (24,09%) per gli altri 11 produttori non campionati.

Continua a leggereRiduci
Meloni gioca d’anticipo con il 2026 e sente Trump sul caos globale
Giorgia Meloni (Ansa)
Il premier rinnova l’impegno affinché la pace torni presto a Est e in Medio Oriente.

La sera del 31 dicembre il premier, Giorgia Meloni, ha telefonato al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per esprimere l’apprezzamento suo e del governo per il discorso di fine anno rivolto agli italiani. Meloni si è soffermata in particolare sul richiamo all’80° anniversario della Repubblica: «L’Italia si presenta a questo appuntamento forte dell’autorevolezza, della credibilità e del rispetto che le vengono riconosciuti a livello globale e che sono il frutto del dinamismo, del coraggio e del sacrificio di generazioni di italiani. Una nazione orgogliosa della propria storia, forgiata nei successi e nelle difficoltà, che possiede gli strumenti e l’opportunità per guardare al futuro con ottimismo e speranza». Nel corso della telefonata, a proposito dei richiami alla pace del presidente, Meloni ha ribadito che l’Italia continuerà a fare tutto ciò che è possibile, ad ogni livello, affinché la pace possa al più presto tornare in Ucraina, in Medio Oriente e in tutte le aree del mondo dove la guerra ha preso il sopravvento.

Continua a leggereRiduci
Capodanno: razzi ad altezza uomo, scippi e risse. I maranza fanno la festa agli italiani
Ansa
  • A Roma le baby gang conquistano il Colosseo tra pestaggi e fuochi d’artificio sparati contro la folla. Prova di forza di Askatasuna, che crea il panico a Torino. Mentre i milanesi disertano la piazza per evitare guai.
  • In leggero calo i contusi (309 l’ultima volta), ma 68 sono minori. Ricoverate 54 persone, molte le amputazioni. A Napoli uomo perde tre dita, continua e si rovina pure l’occhio.

Lo speciale contiene due articoli.

Continua a leggereRiduci
Chi si oppone alla riforma Nordio vuole la dittatura delle correnti
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio (Ansa)
Se la Costituzione non vieta esplicitamente le carriere separate, la decisione finale spetta al Parlamento. Intanto, con l’attuale rappresentanza organizzata, si condizionano l’autonomia e gli equilibri nel Csm.

Gaetano Azzariti dell’Università La Sapienza di Roma ha detto no alla riforma per due motivi. Primo motivo: la Costituzione non contiene alcun principio che imponga o al contrario escluda le carriere separate fra i magistrati. Sicché - conclude il professore - se la Costituzione dice «nì» perché separare? Risposta uguale e contraria: se la Costituzione dice «nì», perché non separare?

Continua a leggereRiduci
La Germania chiede ai 18enni se sono pronti per la guerra
Getty Images
Col nuovo anno tutti i maschi maggiorenni dovranno compilare obbligatoriamente un questionario inviato dalla Difesa, indicando anche il settore militare preferito. Per ora si parla di leva volontaria, ma sembra il preludio a un reclutamento su più vasta scala.

Il governo tedesco si è davvero messo in testa di ricominciare da dove aveva un pessimo conto in sospeso con la Storia: l’esercito, le armi, l’idea di grandezza. La Germania riprende il filo di quel Novecento che lei aveva strizzato tra le «sue» due guerre mondiali, con tanto di idea di essere la nazione più forte, la più potente. E sappiamo come andò a finire. Tornano alla mente le sacrosante parole di diffidenza che il Divin Giulio pronunciò a proposito della possibile unificazione delle due Germanie: «La amo talmente tanto che preferisco averne due».

Continua a leggereRiduci