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Cresce la criminalità e la sinistra fischietta
Ansa
Sabato a Milano il presidio contro la presenza dei poliziotti Usa. Non sarebbe meglio contestare i pusher del bosco di Rogoredo?

Gli italiani si sentono insicuri e si dicono preoccupati per l’aumento della criminalità. E la sinistra che fa? Fischietta. Sì, siamo di fronte al paradosso che più cresce l’allarme per ciò che accade nelle nostre città e più il Pd e i suoi compagni parlano d’altro, approfittando di ogni occasione per fare un po’ di propaganda. L’ultimo esempio lo abbiamo a Milano. L’altra sera uno spacciatore, già noto alle forze dell’ordine per vari reati, è stato ucciso da un agente in servizio antidroga. Il poliziotto insieme a un collega ha intimato l’alt a un giovane e quest’ultimo, invece di fermarsi, ha impugnato un’arma. La reazione di uno dei componenti della pattuglia è stata inevitabile e un proiettile ha colpito alla testa il marocchino, uccidendolo all’istante. Invece di chiedersi perché, nonostante gli sforzi per liberare un’area di spaccio alle porte del capoluogo lombardo, ci siano ancora zone interdette alle forze dell’ordine dove le organizzazioni criminali dettano legge, la sinistra che fa? Innanzitutto, si guarda bene dall’esprimere solidarietà all’agente, che per prima cosa è stato indagato dalla Procura.

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L’industria dello sport punta a 8,8 trilioni entro il 2050, ma la crescita non è garantita
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Secondo un report di Oliver Wyman e World Economic Forum, l’economia dello sport potrebbe quasi quadruplicare nei prossimi decenni. Ma inattività fisica e fattori operativi rischiano di pesare sulla tenuta della crescita già nel medio periodo.
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A Distopia c’è un Drago che rende folli i giudici
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Nel mio nuovo romanzo fantapolitico le forze dell’ordine si piegano all’ingiustizia ma vengono salvate dai figli.

Sono una scrittrice di libri bellissimi (tra i miei innumerevoli pregi c’è anche l’assoluta mancanza di falsa modestia; oltretutto uno scrittore deve credere in quello che scrive, altrimenti vuol dire che i suoi libri sono alberi inutilmente abbattuti). Anche come medico sono bravina ed è per questo che mi sono guadagnata una gloriosa radiazione.

Fino a ora i miei generi letterari preferiti sono stati fantasy e romanzo storico. Ho deciso di cimentarmi nel romanzo distopico, fantapolitico. Il titolo è «La rivolta». È ambientato a Distopia, una Repubblica bellissima, il Paese più bello del mondo, che nasce su un territorio non solo magnifico, ma anche incredibilmente vario, essendo una lunga penisola. Il clima è mite. Le opere d’arte sono le più belle. La cucina è la migliore del pianeta. Nella Repubblica di Distopia, non solo i confini non son guardati ma addirittura, con il denaro dei dissanguati contribuenti, si importano migliaia e migliaia di stranieri di una religione diversa e molto aggressiva, che odiano gli abitanti di Distopia, che li aggrediscono, li rapinano, li deridono, li uccidono a colpi di machete, di coltello e di piccone. I crimini sessuali non si contano.

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«In Italia c’è chi pensa che prima sparano i criminali e solo dopo possiamo reagire»
Nel riquadro Ilario Castello, segretario del Nuovo sindacato carabinieri (Ansa)
Ilario Castello, segretario del Nuovo sindacato carabinieri: «Rivedere l’automatismo dell’iscrizione nel registro indagati. E un fondo per le spese legali».

Rivedere l’automatismo dell’atto dovuto di iscrizione nel registro di reato, oltre a un Fondo nazionale per la tutela legale delle forze armate e dell’ordine, che nulla ha a che fare con lo scudo penale. Sono questi i punti forti della proposta di legge a carattere popolare che il Nuovo sindacato carabinieri (Nsc) intende portare in discussione alla Camera, una volta raccolte 50.000 firme. Frutto di nove mesi di lavoro, reso possibile grazie all’assistenza gratuita fornita da diversi avvocati «vicini agli operatori di pubblica sicurezza, di cui conoscono le problematiche», l’elaborato viene spiegato alla Verità dal segretario nazionale Nsc, Ilario Castello, uno degli otto carabinieri indagati nell’inchiesta sull’incidente in cui morì Ramy Elgaml.

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Rogoredo, sinistra e famiglia del pusher morto vogliono demolire la legittima difesa
Nel riquadro Abderrahim Mansouri (Ansa)
Potere al popolo detta la linea: «Vita spezzata, intervento del poliziotto ambiguo e provocatorio». Sabato rischio scontri durante il corteo contro l’Ice. Gli avvocati dei Mansouri seminano dubbi. I colleghi: «Più tutele».

Nel fascicolo aperto dalla Procura di Milano sulla morte di Abderrahim Mansouri, detto «Zack», ucciso lunedì pomeriggio nel boschetto dello spaccio di Rogoredo da un colpo esploso da un agente del commissariato Mecenate, l’inchiesta giudiziaria si è subito trasformata in un caso politico. Prima ancora che perizie e accertamenti tecnici abbiano restituito un quadro definitivo, una parte della sinistra radicale e la famiglia del ventottenne marocchino hanno scelto la strada dello scontro frontale con le forze dell’ordine, mettendo apertamente in discussione la versione dell’agente.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 29 gennaio

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa #podcast del 28 gennaio con Carlo Cambi

L’ultima dei dem: ai Giochi pure i Pasdaran
Ansa
Dopo gli strali per il coinvolgimento dell’Ice, l’opposizione chiede alla Meloni di impedire ai tagliagole iraniani di scortare gli atleti. Ma il caso non esiste. L’ambasciata di Teheran stizzita: «Speculazioni». Strumentalizzata una risposta del senatore Balboni (Fdi).

Cosa sarebbero le Olimpiadi invernali senza il ghiaccio, ovvero l’Ice? Il circo equestre della politica politicante italiana, in questi giorni, vede saltimbanchi e acrobati impegnati nella discussione intorno alla presenza in Italia, durante i Giochi, di agenti dell’Ice, l’Immigration and customs enforcement, agenzia federale americana che opera alle dipendenze del Dhs, il Dipartimento della sicurezza interna.

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Quel che accade conta solo se serve a gridare: destra cattiva
Ansa
Non spaventano, invece, gli antagonisti pronti a marciare in sostegno di «Askatasuna».

Da alcuni giorni si discute ferocemente riguardo alle azioni dell’Ice a Minneapolis e alla possibilità che alcuni uomini dell’agenzia arrivino in Italia in occasione delle Olimpiadi invernali. Ma sappiamo tutti benissimo che, in realtà, non si discute dell’Ice bensì del solito, vecchio tema: il fascismo. Si desume chiaramente dalla lettura dei giornali, dalle dichiarazioni dei politici e dal palese e patetico doppiopesismo che viene esibito dal fronte progressista. Siamo tutti d’accordo sul fatto che le brutalità poliziesche siano deprecabili, ma sappiamo anche - tutti quanti, e benissimo - che i nostri agenti si comportano molto diversamente, salvo rare eccezioni, e che l’Ice non verrà in Italia per rastrellare clandestini o per sparare agli iscritti di Pd o di Avs. Eppure continuiamo a sentire lamenti, dichiarazioni indignate e allarmi a tamburo battente.

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