L'editoriale

Sinistra in guerra con l’Italia
Giorgia Meloni durante la sua visita in Arabia Saudita (Ansa)
Scattano le prime restrizioni sui carburanti per gli aerei. La Meloni non aspetta Europa e Usa e vola nel Golfo. Incontra i leader di Arabia, Qatar ed Emirati per rafforzare la nostra sicurezza energetica. Pd, M5s e Avs parlano invece di «fallimento» e di un «premier che fugge dai problemi della gente». Ci sono o ci fanno?

Ora è ufficiale: la sinistra lavora contro l’interesse nazionale. La prova? Le reazioni al viaggio a sorpresa del presidente del Consiglio nei Paesi del Golfo. Se Pd, 5 stelle e Avs avessero avuto a cuore la sicurezza energetica dell’Italia infatti avrebbero dovuto esultare alla notizia che Giorgia Meloni ha usato la pausa pasquale per una missione in Arabia, Emirati e Qatar. E invece no.

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Il governo prolunga il taglio delle accise fino a maggio. Giorgetti realista: se si va avanti così è inevitabile sforare il 3% di deficit/Pil. L’Europa: «Il Patto di stabilità si può sospendere solo in caso di grave recessione economica». Dobbiamo aspettare di essere morti?

«Al diavolo il tre per cento!». Giancarlo Giorgetti non lo ha detto proprio come avevamo auspicato, ma il senso è lo stesso. Con parole accorte il ministro dell’Economia ha spiegato: «È chiaro che la riflessione a livello europeo, se la situazione non cambia, sarà inevitabile».

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Un patto di fine legislatura su  soldi, sicurezza e salute. La Meloni riparte dalle tre «S»
Giorgia Meloni (Getty Images)
Passata la batosta delle urne e alle prese col caso Piantedosi, l’esecutivo deve puntare sulle cose concrete: aiuti a famiglie e imprese, più espulsioni e una sanità che funzioni. A costo di sforare i parametri dell’Unione.

Un tempo, i capiredattori insegnavano ai cronisti alle prime armi la regola delle tre S. Un articolo di successo, che consentisse di vendere più copie, doveva parlare di Sesso, Soldi e Sangue. Da allora non è cambiato molto, infatti le storie che narrano di delitti, di denaro e pure di relazioni pruriginose sono le più seguite.

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Vogliono far fuori Piantedosi
Matteo Piantedosi. Nel riquadro, Claudia Conte (Ansa)
L’opinionista Claudia Conte: ho una relazione col ministro. Avs ne fa un affare di Stato sperando in un nuovo caso Boccia.

L’operazione punta a ripetere l’agguato a Gennaro Sangiuliano, ministro della Cultura costretto alle dimissioni per una vicenda privata, anzi privatissima. Ricordate Maria Rosaria Boccia, l’«imprenditrice» campana improvvisamente assurta al ruolo di femme fatale che rovinò la carriera di colui che si era intestato il compito di mettere ordine nei finanziamenti statali al circolo di registi e attori politicamente impegnati? Bene, anzi male: ci risiamo.

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Sinistra presa con le mani nel sacco
Beppe Sala (Getty Images)
L’ex aspirante leader rosso, che conta 150 cantieri «abusivi», spieghi perché ha venduto in fretta e furia il Meazza. Come può fare spallucce davanti a famiglie rimaste senza casa e a soldi investiti in progetti immobiliari bloccati?

La sinistra ha un’autentica passione per il mattone. Che si tratti delle case dell’Inps, affittate a prezzi di favore a compagni e compagne (D’Alema, Veltroni, Nilde Jotti, l’ex moglie di Occhetto, la figlia di Luciano Lama, eccetera) o di grandi operazioni urbanistiche, quando ci sono di mezzo gli immobili i progressisti hanno sempre le mani in pasta e ogni tanto rischiano pure di sporcarsele. Il caso Milano è d’esempio. La giunta di Beppe Sala si trascina stancamente da anni, inseguita dalle inchieste giudiziarie che hanno portato agli arresti di architetti, manager, funzionari comunali e pure di un assessore.

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