Il programma per la creazione di un nuovo aereo di combattimento in cooperazione tra Italia, Regno Unito e Giappone (Global combat air programme) compie un passo decisivo verso la sua realizzazione concreta. L’Agenzia Gcap ha infatti assegnato il primo contratto internazionale congiunto a Edgewing, la joint venture industriale a tre costituita da Leonardo, Bae systems e Japan aircraft industrial enhancement Co. Ltd. (Jaiec).
Si tratta di un contratto del valore di 686 milioni di sterline, che finanzia attività chiave di progettazione e ingegneria. L’Agenzia Gcap è l’organismo incaricato di gestire, coordinare ed eseguire tutte le fasi del programma per conto delle tre nazioni. Questa a sua volta è diretta dal Gcap international government organisation (Gigo), ente intergovernativo creato nel 2024 dai governi di Italia, Regno Unito e Giappone. «Questo contratto rappresenta un momento importante per il Gcap», ha dichiarato Masami Oka, amministratore delegato dell’Agenzia Gcap, sottolineando come attività condotte sinora nell’ambito di contratti separati delle tre nazioni saranno ora portate avanti come parte di un programma internazionale pienamente strutturato. Marco Zoff, ad di Edgewing, ha evidenziato come la rapidità con cui le due organizzazioni hanno aumentato la propria operatività sia stata resa possibile dall’obiettivo condiviso e dalla forza della collaborazione.
L’annuncio è importante perché segna l’inizio della fase più operativa di un progetto ad ampio respiro. L’Italia è uno dei pochi Paesi europei ad aver mantenuto nel tempo competenze complete lungo l’intero ciclo di vita dei velivoli militari complessi. Un patrimonio industriale e tecnologico che affonda le radici nel secondo dopoguerra e si è consolidato attraverso decenni di partecipazione a programmi nazionali e internazionali di grande complessità. L’esperienza dell’Eurofighter Typhoon, ad esempio, ha rappresentato una tappa fondamentale per il nostro Paese, permettendo all’industria italiana di tenere saldamente un piede in una filiera industriale strategica. Anche la partecipazione al programma F-35 ha consentito di acquisire capacità critiche di cui l’Italia ora può avvantaggiarsi. Nel 2019 l’Italia aveva aderito al progetto Tempest promosso dal Regno Unito, confluito poi nel Gcap nel dicembre 2022 assieme al programma giapponese F-X.
È la prima volta che l’Italia entra in un programma di punta globale come partner pienamente paritario, con responsabilità, investimenti e accesso alle tecnologie condivisi in modo equo tra i tre Paesi. Ciascuno dei tre detiene infatti una quota del 33% in termini di responsabilità, investimenti e benefici industriali. Complessivamente si parla di investimenti per non meno di 60 miliardi di euro.
Edgewing, con sede centrale nel Regno Unito e in espansione operativa in tutti e tre i Paesi partner, è ora incaricata di guidare la progettazione e lo sviluppo del velivolo, mantenendo il ruolo di autorità di progettazione per tutto il ciclo di vita del prodotto. È una grande occasione per la filiera italiana, a partire dalle università e dai centri di ricerca fino ad un numero di imprese italiane coinvolte nel progetto, che Leonardo stima possa arrivare a 450. L’azienda prevede altresì un impatto occupazionale positivo di 8.600 nuovi posti di lavoro nei prossimi 35 anni nel nostro Paese.
In realtà, Gcap non svilupperà un singolo velivolo, ma un insieme di sistemi progettati per evolvere nel tempo. Per come è concepito il programma, non si tratta di costruire un aereo militare, ma di creare un ecosistema di difesa. Grossa parte del programma, poi, è dedicata all’Intelligenza artificiale e agli sviluppi «soft», non solo all’hardware.
Insomma, si tratta di qualcosa di epocale per il nostro Paese, che riesce a partecipare a una iniziativa globale con due importanti partner come Uk e Giappone. Proprio qui sta un punto chiave di questa iniziativa, cioè la creazione di una cooperazione dell’Italia con due Paesi che non fanno parte dell’Unione europea. Il progetto Eurofighter nasceva con Spagna e Germania, oltre a Italia e Regno Unito. Ora Uk e Italia, per i caccia di sesta generazione, ripercorrono lo stesso percorso aggiungendo il Giappone. Spagna e Germania invece hanno sposato la Francia nel progetto Future combat air system (Facs), altro aereo di sesta generazione. Questo programma è però, a quanto pare, sull’orlo del fallimento, bloccato dai dissidi tra Francia e Germania. Secondo alcune voci, per Parigi l’iniziativa è già morta e sepolta, lasciando nel guado la Germania, che lo scorso ottobre ha ordinato ancora venti «vecchi» Eurofighter.
Il presidente Emmanuel Macron e la cancelliera Angela Merkel annunciarono il Fcas nel 2017, parlando di difesa europea integrata dopo la detestata Brexit. Ma l’insistenza francese su Dassault come capo-cordata dell’iniziativa ha bloccato il progetto che ora finisce nel cassetto. Mentre la mitologica difesa comune a livello di Unione resta un vuoto giro di parole, il programma Gcap emerge come modello di riferimento, con l’Italia e il Giappone partner paritari assieme a chi dall’Unione europea è uscito, il Regno Unito.






