Oggi la droga passa anche da un diabolico «ufficio» marketing, e lo dimostra l’ultima operazione della Guardia di finanza nei famigerati boschi del Varesotto, dove florida è soprattutto la chimica. Tra le sostanze sequestrate, per esempio, anche un tipo di cocaina aromatizzata al gusto di fragola, cocco e melone. Stesso effetto dannoso ma con un cambio di strategia commerciale: renderla più accattivante e «innocente» con l’intento, probabilmente, di avvicinare un pubblico magari disposto a cedere alla simil caramella.
Varese, sequestrati 70 chili di droga: era un «supermarket»
Non esagerano, i militari, nel sostenere di aver smantellato un «supermarket» di stupefacenti: non solo «coca», ma un deposito di 70 chili comprensivo anche di marijuana, hashish, eroina, francobolli di Lsd e pastiglie di ecstasy. Un magazzino che avrebbe fruttato 5 milioni di euro.
Lo gestivano, pare come «corrieri», una coppia di spagnoli di 55 anni e un italiano di 34, arrestati dopo il pedinamento dei finanzieri insospettiti dall’itinerario di un camper con targa iberica, tallonato da una Fiat 500 locale.
Coca alla fragola e al cocco: il marketing dello spaccio
Bingo. Giunti in prossimità di uno spiazzo a ridosso del bosco, in località Ternate, i camperisti scaricano un voluminoso borsone e lo sistemano nel bagagliaio dell’auto locale. Scatta il blitz: all’interno, le Fiamme gialle trovano panetti di cocaina griffati con il logo di Superman (riecco il marketing), quindi perquisiscono il caravan e l’abitazione del destinatario della merce, rinvenendo il vasto assortimento insieme a 6.000 euro in contanti, bilancini di precisione, un taser, una mazza da baseball, un manganello telescopico, un coltello a serramanico e un machete.
«Dato il fenomeno dilagante dello spaccio, abbiamo allargato e intensificato i controlli anche alle zone periferiche dei boschi», assicura con soddisfazione il colonnello Alessandro Luchini, comandante del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Varese.
Nei boschi del Varesotto i pusher incassano 5.000 euro al giorno
Sono specialmente i pusher marocchini a dominare i traffici, accampati in tende-market che frutterebbero circa 5.000 euro al giorno, stando alle recenti indagini coordinate della Procura di Busto Arsizio.
Per i protagonisti spagnoli di questo caso, condotti in carcere come il destinatario della merce, c’è anche una perdita affettiva: il bassotto Watson che viaggiava con loro sul camper. Gli uomini della pattuglia lo hanno accudito durante le fasi dell’operazione, poi il cagnolino è stato affidato a una famiglia volontaria per un’adozione temporanea.
Da Malpensa ai boschi: tutti i trucchi per nascondere la droga
Tutt’altro che temporaneo, invece, l’ingegno criminale nel dare nuove vesti, sapori e maschere alla droga, una mente perversa che non contamina solo l’ultimo segmento della catena, cioè la cessione al cliente, ma anche l’ingresso dei carichi in Italia, spesso smistati dall’aeroporto di Malpensa, vicinissimo ai boschi.
Lo scorso maggio una cubana di 70 anni era sbarcata con cocaina liquida nascosta in flaconi da cosmesi, altre volte i «vettori» dal Messico sono stati proprio cani imbottiti di ovuli che poi hanno perso la vita. E sebbene la droga non abbia religione, qualcuno, per proteggerla, l’ha nascosta in ceri e statuette di Budda.
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