Ikea si veste con l’Islam politicamente corretto
(iStock)

La versione francese del sito Internet del colosso svedese celebra le tradizioni musulmane e riduce il Natale a «folklore».

In vista del prossimo 28 febbraio, data di inizio del Ramadan, Ikea mette in risalto GOKVÄLLÅ, una collezione di tappeti, vasi, teiere, cuscini e altra oggettistica in stile mediorientale, già in commercio da alcuni anni.
Al pari dei suoi acquirenti più immediati, GOKVÄLLÅ’ ha già invaso spazi e vetrine dei vari Paesi occidentali. La consultazione delle varie versioni del sito internet di Ikea – italiana, inglese, svedese, tedesca e via dicendo – offre, infatti, una cartina tornasole del grado di penetrazione dell’Islam nei vari Paesi. E, con tutta evidenza, il tema non è solo commerciale.
Non a caso, spicca «Ikea.fr». La versione transalpina del sito internet contiene gli accenti islamofili più espliciti se confrontati con gli omonimi occidentali. Com’è noto, la Francia è il Paese europeo più islamizzato con una popolazione di religione e cultura musulmana superiore all’8% rispetto al totale. Qui riecheggiano con forza il degrado delle banlieu, la paura per il terrorismo dal Bataclan in poi e il monito di «Sottomissione», il celebre romanzo nel quale Houellebecq immagina il lento scivolamento della nostra civiltà all’ossequio della legge islamica.
La nota azienda di mobili cavalca il Ramadan e spiega: «La comparsa della nuova mezzaluna segna l’inizio di un mese molto speciale, sinonimo di tolleranza, solidarietà e apertura mentale. Che tu stia digiunando o meno, la nostra nuova collezione GOKVÄLLÅ ti permetterà di trasformare la tua casa in un rifugio pieno di tranquillità e comfort».
Si prosegue più in basso: «Tutto sarà pronto al tramonto. Dai ancora più gusto alla fine del digiuno coi nostri prodotti artistici per la tavola che sono, ai nostri occhi, molto più che semplice arte».
Le parole d’ordine del politicamente corretto sono tutte presenti: «tolleranza», «solidarietà», «Islam e pace» e «inclusione». Infine la chiosa conclusiva – «Ramadan Mubarak & bonne année!» – certifica l’entusiasmo per l’esotico, per tutto ciò che attiene le minoranze, l’«Altro», ciò che si pretende di distinguere, e non di integrare, rispetto al «Noi».
Tutto questo è esplicitamente affermato da Luna Gil e Lisa Hilland, le due designer della collezione: «Ciò che ci rende davvero felici come designer è quando le persone si sentono a proprio agio nei loro spazi. In questa collezione, abbiamo voluto offrire loro prodotti che li rappresentino e con cui possano entrare in sintonia».
Ancora una volta, però, l’esaltazione di ciò che è «Altro» calpesta la propria identità. Anche Ikea, infatti, ignora la nascita di Gesù, tradizioni o qualsivoglia forma di religiosità nostrana. Le collezioni di articoli al riguardo sono, anzi, ricondotte al «folklore», alla «stagione delle feste di fine anno», al «momento di fare una pausa in un ambiente rilassante e di condividere istanti preziosi con i propri cari».
La presentazione italiana di GOKVÄLLÅ è, invece, assai più sobria. Nel nostro Paese l’Islam non è penetrato a fondo come in Francia. Gli acquirenti nostrani hanno ancora molto politicamente corretto da divulgare e bere, però potranno utilizzare le tazze di GOKVÄLLÅ.

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