«L’Ucraina riprenderà l’offensiva contro le raffinerie russe», ha detto il presidente ucraino Volodymir Zelensky ieri al Financial Times, incurante degli appelli del presidente americano Donald Trump, volti a non perturbare il mercato del gasolio negli Stati Uniti. Ma gli attacchi erano già ricominciati da qualche ora.
Il ministero della Difesa di Mosca ha riferito che nella notte la grande raffineria di Ryazan è stata attaccata dagli ucraini con quattro missili da crociera Flamingo e ben 69 droni, di cui i russi rivendicano l’abbattimento. Le autorità locali hanno parlato di un incendio nell’impianto a seguito di alcuni impatti. Il raid è stato confermato da una «fonte governativa ucraina anonima».
Zelensky critica Trump e rilancia gli attacchi alle raffinerie russe
Zelensky ha anche criticato il rispetto di Trump per il presidente russo Vladimir Putin, e in genere gli autocrati: «Trump dice di amare e rispettare queste persone. Perché per lui, le persone che possono essere al potere per 20, 30 o 40 anni, significa che possono essere molto forti». In verità, però, l’idea di un dialogo da pari a pari fra Trump e Putin, o il cinese Xi Jinping, nasce anche dalla ricerca pragmatica di un equilibrio fra potenze.
Zelensky ha poi postato su X ulteriori critiche alla linea morbida degli Usa verso la Russia, simbolizzata dal recente patto sul gasolio: «È ovvio che la Russia scelga di aumentare gli attacchi dopo alleggerimenti delle sanzioni e pressioni sull’Ucraina. L’Ucraina necessita supporto soprattutto nella difesa dei cieli. E abbiamo bisogno di onestà dai nostri alleati».
Allarme per le scorte di missili Patriot e il sistema Starshield
Secondo la Cnn inoltre, Kiev avrebbe esaurito le scorte di missili per il sistema di difesa aerea Patriot. Negli ultimi giorni gli ucraini lamentavano pure un deterioramento del supporto di intelligence dalla rete satellitare americana Starshield, versione militare di Starlink che serve anche a dirigere i droni in territorio russo, ma ieri truppe di alcune unità ucraine hanno riferito a Ukrainska Pravda che «Starshield è tornato a funzionare a velocità sostenuta e le sue prestazioni sono in miglioramento».
Certo è che, stando a «fonti» del Wall Street Journal, «gli Usa hanno chiesto per ben sei volte» nelle ultime settimane all’Ucraina di non bombardare le raffinerie russe, tanto che «Trump s’è irritato perché Kiev impiega risorse fornite dagli Stati Uniti per colpire esportazioni energetiche russe in un modo che danneggia i consumatori americani». Putin, dal canto suo, ha affermato che «non ci sono danni significativi alle nostre raffinerie», ma che «risponderemo a tali raid, che non dovevano nemmeno iniziare».
Lavrov accusa Zelensky: «Una sfida diretta» a Trump
E il suo ministro degli Esteri, Sergej Lavrov, accusa direttamente Zelensky di aver voluto fare uno sgarro a «The Donald»: «È una sfida diretta, pesante, al presidente , che aveva sostenuto attivamente questo accordo per un cessate il fuoco energetico».
Il titolare della politica estera russa ha poi aggiunto che si osserva «un passo indietro rispetto alle iniziative e alle idee occidentali, verso posizioni che ci allontanano da una pace duratura» e che perciò «tutto sarà deciso dalle azioni delle nostre forze armate sul campo». Zelensky ha ieri incontrato a Bruxelles il segretario della Nato, l’olandese Mark Rutte, chiedendo nuovi aiuti in difese aeree.
E infatti, non a caso, la Cnn ha riportato da «una fonte a conoscenza della situazione», che l’Ucraina ha ormai esaurito le scorte di missili Patriot di fabbricazione Usa, sola contromisura efficace contro i missili balistici.
Raid incrociati: droni ucraini, basi russe e infrastrutture colpite
L’offensiva aerea ucraina sulla Russia è proseguita ieri con droni e missili, fra i quali i russi rivendicano l’abbattimento di 166 ordigni. Un missile Long Neptune ha colpito, ad esempio, 6 caccia Sukhoi Su-34 sulla pista di una base aerea della regione di Voronezh, distruggendone quattro e danneggiando gli altri due. Inoltre è stato colpito un sito di stoccaggio e lancio di droni russi nella regione di Oryol.
Ma i russi a loro volta hanno martellato vari obiettivi in Ucraina fra cui infrastrutture nel porto di Izmail e due navi cargo dirette a Odessa, nonché infrastrutture logistiche e industrie nella città di Kropyvnytskyi, dove ci sono stati almeno 3 morti e 6 feriti. Nella regione di Poltava, poi, è stato incendiato un impianto gasifero della compagnia Naftogaz.
Russia, nuova base per droni a Rostov e avanzata nel Kharkiv
Secondo analisi di immagini satellitari da parte di esperti consultati dall’agenzia Reuters, «i russi hanno completato, dopo sole sei settimane di lavori, una nuova base di lancio per droni a reazione nella regione di Rostov, estesa come 126 campi da calcio». Sul terreno, le truppe russe hanno annunciato ieri l’espugnazione di due nuovi villaggi nella regione ucraina di Kharkiv, Nefedovka e Chernoye, mentre ferve ancora la lotta per Prikolotnoye, Kotovka e Gogino.
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