Il presidente americano rivendica i risultati della sua amministrazione davanti all’Assemblea generale: «Mentre altri parlavano di pace, io l’ho realizzata». Poi avverte Teheran: «O un accordo o li annienterò». Su Ucraina e Groenlandia annuncia nuove iniziative e invita Putin a «mettere fine alla guerra».
Trump all’Onu: «Mentre gli altri parlavano, io ho agito»
È durato circa mezz’ora l’intervento di Donald Trump davanti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, nel giorno di apertura del dibattito generale dell’81ª sessione. Il presidente americano ha impostato il discorso sulla rivendicazione dell’azione svolta dalla sua amministrazione, presentando gli Stati Uniti come una potenza tornata al centro della scena internazionale.
«L’America è tornata e oggi il nostro Paese è più forte che mai», ha esordito Trump, elencando i risultati che attribuisce alla propria amministrazione in campo economico, militare e tecnologico. «La nostra economia è l’invidia del mondo. Le nostre forze armate sono le più potenti della Terra. La nostra tecnologia non è seconda a nessuno».
Il passaggio più netto è arrivato quando il presidente ha rivendicato il proprio ruolo nella gestione dei conflitti internazionali: «Mentre altri parlavano, io ho agito. Mentre altri parlavano di pace, io l’ho realizzata. Mentre altri ignoravano le minacce, io le ho affrontate». Trump ha quindi sostenuto che la forza americana sia stata utilizzata per rendere gli Stati Uniti «il Paese più potente del mondo».
Il messaggio si inserisce in una settimana diplomatica che riunisce a New York capi di Stato e di governo da tutto il mondo. Il dibattito generale dell’Assemblea è in programma dal 22 al 26 settembre e il 28 settembre.
Iran, l’ultimatum di Trump: «Accordo o annientamento»
Il capitolo centrale del discorso è stato dedicato all’Iran. Trump ha ribadito che Teheran non dovrà mai dotarsi dell’arma nucleare e ha difeso le operazioni militari americane contro il programma nucleare iraniano.
Secondo il presidente Usa, Washington aveva offerto all’Iran una piena cooperazione economica in cambio della rinuncia al programma nucleare e al sostegno al terrorismo, ma l’offerta sarebbe stata respinta. Trump ha quindi rivendicato l’azione militare americana, sostenendo che il programma nucleare iraniano sia stato «annientato» e ridotto «a un cumulo di macerie».
Da qui l’ultimatum. «Ho una decisione importante da prendere», ha detto Trump, prospettando due possibilità: un accordo che consenta all’Iran di ricostruire il Paese oppure l’annientamento della Repubblica islamica. «Devo forse spedirli all’inferno», ha aggiunto, sostenendo però di essere convinto che alla fine Teheran accetterà un’intesa.
Il presidente americano ha indicato nelle elezioni di metà mandato di novembre un possibile momento di svolta. «Sono convinto che l’Iran farà l’accordo dopo le elezioni», ha detto, spiegando che Teheran starebbe aspettando di capire l’esito del voto. Trump ha però sottolineato che lui non sarà candidato e che resterà alla Casa Bianca per altri due anni e mezzo.
Trump ha inoltre chiesto agli altri Paesi di unirsi agli Stati Uniti nell’isolamento economico dell’Iran, fino a quando Teheran non fermerà gli attacchi al traffico marittimo, non rinuncerà alle ambizioni nucleari e non interromperà il sostegno al terrorismo. Reuters ha confermato che il presidente ha legato la possibilità di un accordo alla pressione economica e alle trattative sul nucleare.
Ucraina, il messaggio a Putin: «Metta fine alla guerra»
Sul conflitto tra Russia e Ucraina, Trump ha invece usato toni più sintetici. Prima di entrare al Palazzo di Vetro, rispondendo a una domanda sul messaggio da rivolgere a Vladimir Putin, ha detto semplicemente: «Metta fine alla guerra».
Nel corso dell’intervento ha poi assicurato che Washington sta lavorando «a stretto contatto» con i leader di Mosca e Kiev. «Porteremo a termine la cosa. Succederà, credo, più in fretta di quanto la gente immagini. Ne hanno abbastanza», ha dichiarato.
Il presidente americano ha inoltre detto che, se necessario, utilizzerà nuove sanzioni contro la Russia. Il riferimento è alla legge che, secondo quanto affermato dallo stesso Trump, gli avrebbe conferito una nuova autorità in materia. «È il momento di porre fine al massacro», ha detto all’Assemblea generale.
Groenlandia, Cuba, Cpi e intelligenza artificiale
Tra gli altri passaggi del discorso, Trump ha annunciato una nuova presenza militare americana in Groenlandia. Secondo quanto riferito dal presidente, l’accordo con Danimarca e Groenlandia attribuirebbe agli Stati Uniti un ruolo permanente nella sicurezza dell’isola e consentirebbe a Washington di impedire a potenziali avversari di stabilirvi presenze militari o effettuare determinati investimenti. Trump ha annunciato inoltre la costruzione di due importanti basi militari. Reuters ha riferito che l’intesa è destinata ad aumentare la presenza militare americana sull’isola e a limitare quella di potenze rivali.
Duro anche l’attacco alla Corte penale internazionale. Trump ha definito la Cpi un’istituzione «fuorilegge», sostenendo che non abbia giurisdizione sugli Stati Uniti, e ha invitato gli Stati membri a ritirarsi.
Sul fronte dell’intelligenza artificiale, il presidente ha respinto qualsiasi tentativo di creare un sistema globale di controllo e ha annunciato che nei documenti ufficiali americani l’intelligenza artificiale verrà indicata come «superintelligenza». Trump ha inoltre criticato gli allarmi sui rischi legati alla tecnologia, sostenendo che gli Stati Uniti siano attualmente in vantaggio sulla Cina.
Infine, un passaggio dedicato a Cuba ha provocato la reazione della delegazione dell’Avana. «Cuba è uno Stato fallito e cadrà», ha detto Trump. I rappresentanti cubani hanno quindi lasciato l’aula dell’Assemblea generale.
Il discorso si è chiuso con un appello all’unità contro quelli che Trump ha definito i «nemici dell’umanità»: «Tutti insieme e coraggiosamente renderemo il mondo più sicuro e un posto molto migliore».
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