La sinistra difende i confini aperti per distruggere il concetto di patria

Mettiamo in file i fatti e le azioni condotte dal governo Meloni in tema di lotta all’immigrazione irregolare. Partiamo dall’ultima iniziativa, quella del tetto agli stranieri che non parlano correttamente l’italiano.

Persino quel democristianone di Beppe Fioroni (scommettiamo che lo rivedremo in pista alle prossime politiche? Area centrodestra, Noi Moderati?) ricorda che tutti i ministri dell’Istruzione – quindi appunto anche l’attuale capo dello Stato, Sergio Mattarella – hanno dovuto prendere le misure a un fenomeno crescente: l’amalgama tra bambini italiani e bambini stranieri o figli di stranieri, i quali non conoscevano la lingua italiana, fossero americani o egiziani, cinesi o congolesi, cingalesi o romeni.

Mettere un limite per la sinistra non va bene. Dunque che fa? Non avendo una grande forza politica e parlamentare, chiama a raccolta i pianeti della sua galassia militante: dai giornalisti alle associazioni di cosiddetto volontariato.

Il boicottaggio delle regole di sicurezza e dei Cpr

Lo stesso si è registrato rispetto al divieto del burqa e di qualsiasi altro indumento che copra il volto: anche qui, cosa c’è che non andrebbe? Che lede la libertà religiosa. Ma se la libertà religiosa si scontra con delle regole fondamentali legate alla sicurezza, la scelta non può che essere obbligata.

Sempre in questi giorni è accaduto che la procura di Ravenna annunciasse una indagine contro alcuni medici che avrebbero falsificato dei documenti per impedire che gli immigrati andassero nei Cpr. Secondo l’accusa, questi medici avrebbero costituito una rete, dalla marcata matrice ideologica, finalizzata al boicottaggio dei Cpr (con buona pace se poi chi la faceva franca veniva pizzicato a delinquere).

La sinistra – manco a dirsi – non solo ha solidarizzato con i medici e le loro intenzioni politiche rispetto ai centri, ma ha persino ventilato, attraverso suoi componenti anche in Parlamento, che la procura stesse agendo quasi seguendo le linee politiche del Viminale. Insomma a Ravenna la procura «dipenderebbe» dall’esecutivo; eppure con la vittoria al referendum la sinistra diceva che aveva salvato le toghe dalle invasioni di campo del governo.

Le sfide internazionali: dal modello Albania alle Ong

Andiamo oltre. Se la sinistra non accetta i Cpr, figuriamoci l’esperimento in Albania: disumano. Poi capita che questo esperimento sia ripreso dall’Europa come opzione per far fronte all’emergenza. A proposito di emergenza: dopo l’invasione di Ceuta (invasione ancora in corso) il governo italiano ha sospeso Schengen: apriti cielo! Per la sinistra italiana aver toccato il loro idolo spagnolo Pedro Sánchez è stato come bestemmiare in chiesa, quindi anche lì parole di fuoco, interviste, commenti e abiure contro quei socialisti che, per esempio in Danimarca, concordavano con la posizione del governo italiano e con Giorgia Meloni in particolare.

Poi è stato il turno della narrazione sui cosiddetti «dublinanti», espressione per cui la sinistra godeva a seguito della decisione del cancelliere Friedrich Merz di voler rimandare indietro coloro che, per effetto del trattato di Dublino, erano sbarcati in Italia e qui avrebbero dovuto far ritorno. Morale del tanto clamore? I dublinanti sbarcati sono stati tre; di contro Merz praticamente è un morto che cammina, politicamente parlando. A questo si aggiunga che Piantedosi ha pure vinto il braccio di ferro sulle Ong battenti bandiera straniera (quasi tutte tedesche): chi di queste si prende i migranti, li porta nel Paese della propria bandiera di riferimento. Altro che gli spot di Vannacci!

E veniamo quindi all’ex generale: se il centrodestra fa qualcosa in coerenza col programma elettorale con cui vinse le elezioni, per la sinistra «insegue Vannacci». Ovviamente questa cosa viene poi ripetuta dai conduttori progressisti.

Il falso mito degli immigrati che pagano le pensioni

L’ultima questione l’ha sollevata Maurizio Belpietro: è falso che gli immigrati ci paghino le pensioni. Dati Istat alla mano: il 35,6% degli stranieri è in povertà assoluta, dieci punti in più in dieci anni, cinque volte i nativi; quasi 2 milioni sono sotto la sussistenza. L’Inps eroga anche assistenza senza contributi. Il welfare costa 325,7 miliardi, più del gettito sui redditi; la spesa assistenziale è salita da 73 a 180 miliardi in 16 anni. Conclusione: gli immigrati non finanziano l’Inps, lo prosciugano. Poche settimane fa anche l’economista Ettore Gotti Tedeschi lo scrisse su questo giornale: la tesi dei «migranti necessari» alle pensioni è infondata, il sistema pensionistico italiano è retto dalla fiscalità generale, non dai contributi degli immigrati.

L’obiettivo politico: smantellare l’idea di Patria

Allora la domanda di fondo è questa: è davvero il «buonismo» a caratterizzare le azioni del centrosinistra contro il governo, quando si schiera contro l’immigrazione? No, anzi, è l’opposto: è una precisa e cinica politica contraria ai cittadini e a ogni indirizzo che tenda a difendere l’identità nazionale e la patria. L’obiettivo della sinistra, specie in questo momento di ascesa dei sovranismi, è questo: distruggere gli Stati, il concetto di nazione e quello di patria. Per farlo agisce dal basso promuovendo l’immigrazione e quindi il melting pot; e dall’alto alleandosi con le élite – per lo più finanziarie – favorevoli alla destrutturazione delle nazioni. Altro che buonismo.

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