Zelensky: «No pace senza Kiev al tavolo». Oggi Witkoff prova a convincere i russi
Volodymyr Zelensky (Ansa)

Le trattative per porre fine alla guerra in Ucraina sembrano tornate sui binari giusti. A Oslo, ieri, si sono infatti riprese le fila di quanto discusso nei colloqui di Miami dello scorso 9 ottobre, giorno in cui il presidente americano Donald Trump ha innescato le tensioni con Kiev, annunciando la sospensione delle sanzioni sul gasolio russo.

Ma a differenza delle trattative in Florida, questa volta è stato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, e non solo la sua delegazione, a incontrare personalmente Steve Witkoff. E l’inviato statunitense sarà oggi a San Pietroburgo per sottoporre al presidente russo Vladimir Putin le proposte di pace sviluppate insieme agli alleati europei e a Kiev.

I colloqui di ieri a Oslo hanno preso il via dopo che il leader di Kiev «ha chiesto alla Norvegia e alla Finlandia di organizzare un incontro nell’ambito degli sforzi diplomatici in corso», come ha reso noto il governo norvegese.

La presenza di Witkoff era stata anticipata da Axios, ma è stato il leader di Kiev a svelare su X il formato dei colloqui: prima Zelensky è stato ricevuto dal re Haakon VIII di Norvegia, con cui ha discusso del ritorno «a casa di ogni bambino ucraino» rapito dai russi e della «situazione terribile» di Oleshky, poi ha tenuto un trilaterale con l’omologo finlandese Alexander Stubb e il premier norvegese Jonas Gahr Store, infine ha partecipato all’atteso bilaterale con Witkoff.

Il faccia a faccia tra i due, a cui ha preso parte da remoto anche il genero di Trump, Jared Kushner, è stato successivamente aperto anche a Store e a Stubb.

Come proseguono le trattative di pace fra Zelensky e Putin

Al termine degli incontri, in una conferenza stampa a fianco dei leader dei Paesi nordici, l’ex attore è sembrato soddisfatto: «Stiamo lavorando per trovare una soluzione. Abbiamo idee chiare su come giungere alla pace e vogliamo che gli americani presentino queste proposte alla Russia».

D’altro canto, facendo riferimento al «trilaterale tra America, Cina e Russia», ha però ribadito che se si tratta del futuro dell’Ucraina, Kiev deve essere «seduta al tavolo dei negoziati». Ha quindi rilanciato la proposta di «un incontro trilaterale fra leader».

A tal proposito, secondo Politico, Witkoff proporrà a Putin un vertice con Trump e Zelensky per raggiungere un cessate il fuoco. Positivo anche il giudizio del premier norvegese sui colloqui a Oslo: sono state infatti «chiarite alcune questioni e concordato sul fatto che ora ciò che conta è guardare avanti».

I tre non si sono sbottonati troppo sui dettagli discussi con Witkoff, ma di certo hanno affrontato le questioni collegate alla sicurezza e ai territori dell’Ucraina, il piano di prosperità e le sanzioni.

Pare però, secondo il New York Times, che Trump stia cercando di convincere Zelensky a cedere i territori nel Donbass per raggiungere la pace con la Russia. In cambio, la Casa Bianca avrebbe garantito alcuni benefici economici.

Dall’altra parte, il capo di gabinetto del presidente Zelensky, Kyrylo Budanov, ha smentito le difficoltà nel territorio di Dobropillia. Ha scritto infatti su X: «Il fatto oggettivo è che Dobropillia rimane sotto il controllo ucraino, quindi non si può parlare di forze russe che hanno catturato questa città ucraina».

Il ruolo degli Stati Uniti

Ma i colloqui nella capitale norvegese sono stati anche un banco di prova per i rapporti tra Washington e Kiev, dopo giorni di tensioni. Non è passato inosservato l’abbraccio che Witkoff ha riservato a Zelensky. Vero è che nemmeno ieri il presidente ucraino ha risparmiato la Casa Bianca dalle critiche, salvo poi ridimensionare le sue dichiarazioni a colloqui conclusi.

Nella notte italiana di lunedì ha parlato al gruppo bipartisan di senatori del Congresso americano, con l’obiettivo di fare pressioni su Trump. Nel suo intervento ha sottolineato che il segretario alla Difesa Usa, Pete Hegseth, non sta autorizzando la consegna dei Patriot. Ha poi ricordato che i sistemi satellitari Starlink e Starshield restano limitati e che nell’ultima settimana l’Ucraina non ha ricevuto avvisi da Washington sugli attacchi russi.

I rapporti fra Ucraina e Usa

Accuse che non sono state digerite dal segretario di Stato americano, Marco Rubio. Ha smentito le interpretazioni di Zelensky sia pubblicamente sia con il diretto interessato. Durante una telefonata di 45 minuti, Rubio ha chiarito al presidente ucraino che Trump non ha impartito alcun ordine mirato a danneggiare l’Ucraina. Anzi, il tycoon sarebbe «frustrato» dalle accuse ucraine.

Il segretario di Stato americano ha però ammesso che potrebbe verificarsi il ritardo della consegna dei Patriot, già pagati dalla Nato. Questo scenario sarebbe però dovuto alla necessità degli Stati Uniti di proteggere le proprie basi militari. Durante la conferenza stampa a Oslo, l’ex attore ha fatto riferimento proprio al colloquio telefonico con Rubio, ringraziandolo per «l’impegno a trovare soluzioni».

Se l’escalation di tensioni tra l’Ucraina e gli Stati Uniti sembra essersi fermata in serata, dall’altra parte Zelensky non intende rinunciare a sollevare allarmismi in Europa. In particolare, al Corriere della Sera, ha dichiarato che pure l’Italia è vittima «della guerra ibrida di Putin».

Da non perdere

Crosetto parla di guerra ibrida ed evoca i cinesi
Geopolitica

Crosetto parla di guerra ibrida ed evoca i cinesi

Crosetto definisce gli scontri «frutto della guerra ibrida» via social. «Sei giovani su dieci stanno con chi protesta: sono manipolati. Pechino prende dati da anni». Salvini smonta la pista putiniana: «Leggo cose strambe». Lollobrigida: «Verifiche a livello europeo».

«I sovranisti rafforzeranno l’Europa»
Geopolitica

«I sovranisti rafforzeranno l’Europa»

L’ex ambasciatore negli Usa Giovanni Castellaneta: «Nel Vecchio continente gli ideali utopici cedono il posto alla concretezza. La Meloni sta seguendo la lezione di Berlusconi. America lontana? No, avrà con noi un rapporto più forte».

Trump leva sanzioni a Putin, Zelensky cede
Geopolitica

Trump leva sanzioni a Putin, Zelensky cede

Il presidente americano sospende il Graham Act che avrebbe impattato sulle importazioni di gas, petrolio e carbone. Mosca esulta: «Momento storico». Il leader ucraino: «Pronti a negoziare in qualsiasi forma». Crosetto: «Ma Mosca non si fermerà, prepariamoci».

Il Papa chiama Putin dall’ospedale: «Tregua»
Chiesa e fede

Il Papa chiama Putin dall’ospedale: «Tregua»

Colloquio tra il Papa e il presidente russo: il pontefice ha chiesto lo stop alle armi nella città di Oleshky, lo zar acconsente. Prime foto dopo l’operazione: ha celebrato messa al Gemelli e nominato due vescovi. Il Vaticano conferma l’Angelus ma non si sa in quale forma.